Maglia siracusa calcio 2022
Il torneo 2004-2005, l’ultimo della centenaria Associazione Calcio Perugia, vide nuovamente un terzo completo nero. L’esito dello spareggio sorrise al Perugia, così tale uniforme scaramantica venne nuovamente riproposta alla fine della Serie A 2003-2004, quando i grifoni si prepararono ad affrontare uno spareggio-salvezza interdivisionale contrapposti alla Fiorentina: stavolta lo stratagemma scaramantico non funzionò, coi biancorossi sconfitti nel doppio confronto e retrocessi. Giorgio Welter, Milan, in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. Tuttavia, nei suoi primi decenni di vita il Milan veniva anche visto come la squadra di riferimento delle classi popolari di Milano, all’epoca un polo prettamente industriale (in contrapposizione ai rivali dell’Inter, il cui tifo era considerato appannaggio dei baùscia della borghesia cittadina). Durante tutta la sua storia il Milan ha avuto come colori distintivi il rosso e il nero. L’omonima società calcistica di Perugia, fin dai primi anni 20 del XX secolo, utilizza come colori sociali il rosso e il bianco, gli stessi già propri del capoluogo umbro; dall’araldica cittadina è mutuato anche il simbolo del club, un grifone in posizione rampante che fa sfoggio di sé sulle maglie e nello stemma della squadra.
In Nazionale ha scelto la maglia della Turchia fin da giovanissimo: nel 2015 ha giocato con la selezione maggiore 7 partite, segnando 4 reti. Una Coppa del Mondo, quest’ultima, che la nazionale polacca ritrovava dopo vent’anni, da quella di Spagna ’82 che si tinse d’azzurro e che vide la Polonia piazzarsi al terzo posto sconfiggendo la Francia. L’uniforme del Perugia dei miracoli è inoltre ricordata per essere stata la prima ad aver sfoggiato il logo del fornitore, la Umbro, dopo che nei mesi finali del 1978 era avvenuta una prima liberalizzazione degli sponsor tecnici nel panorama calcistico nazionale. Gli anni ’80 sono gli anni della classica “maglia anni 80” sempre uguale per tutto il decennio, tradizionale secondo il primo modello del 1908, ma con lo sponsor Misura (il primo sponsor a dire il vero fu InnoHit nel 1981), il biscione stilizzato prima sulla manica e poi sul petto, ma per qualche stagione compaiono anche i calzoncini blu, per poi tornare neri. I giocatori indossano una maglia a strisce rosse e nere, motivo per il quale fu dato loro il soprannome di rossoneri, pantaloncini bianchi e calzettoni neri. Quella da trasferta era costituita da una maglietta arancione, con pantaloncini blu e calzettoni arancioni.
Vista la predominanza del colore rosso nel completo casalingo, la divisa da trasferta è invece tradizionalmente a tinte invertite, cioè con maglia bianca, pantaloncini rossi o anche loro bianchi, maglia del barcellona 2025 e calzettoni indifferentemente bianchi o rossi a seconda delle esigenze. In questo caso, il colore maggiormente utilizzato per maglia, pantaloncini e calzettoni è stato il blu, in tutte le sue più varie gradazioni, ma non sono mancati ricorsi a tonalità come il giallo o il nero. All’inizio degli anni 30 debuttò un primo stemma identificativo del club, che diventerà la base di partenza per i modelli successivi: uno scudetto rosso, con al suo interno un grifone in posizione rampante. 1991-1992, quando la figura del grifone venne stilizzata ed estesa a tutta la grandezza del divisa, coinvolgendo direttamente la grafica della casacca e generando di fatto una particolare maglia trinciata, più bianca che rossa; l’azzardo, che poco incontrò il favore dei tifosi, venne presto abbandonato già a stagione in corso, e il grifone riprese la sua classica posizione rampante sul petto. A partire dalla fine degli anni 60, sulle divise da gioco del Perugia iniziò a essere cucito il solo grifone rampante, libero da scudetti e senza altri fronzoli; venne inserito anch’esso, come i precedenti stemmi, sulla parte sinistra del petto, posizione da cui non si è più mosso negli anni a venire, salvo rare eccezioni – come il temporaneo spostamento sulla manica destra all’inizio della stagione 1976-1977, in cui venne anche portata al debutto, per la prima e finora unica volta, l’idea di una sua colorazione.
Per meglio farlo risaltare sulle maglie, lo stemma rosso viene contornato da una bordatura nera o bianca, a seconda della divisa utilizzata. Simbolo per antonomasia del Perugia è il grifone – da cui il soprannome di «grifoni» assegnato ai suoi calciatori -, una figura araldica storicamente legata alla città perugina, dove compare nello stemma comunale ed è altresì oggetto di statue e incisioni su numerosi edifici e monumenti del capoluogo umbro. La stagione 1999-2000 segnò la fine di tutte queste brevi innovazioni e sperimentazioni, col ritorno al classico bianco come colorazione dominante per seconda divisa del Perugia. In successive evoluzioni, la parte superiore dello scudetto iniziò a essere disegnata a punta, mentre talvolta veniva utilizzato uno scudo bianco a contrasto con le maglie, con all’interno il grifone colorato di rosso. Probabile che la compagine sfoggiasse nel 1901 una divisa composta da una maglia a righe verticali bianche e nere, abbinata a pantaloncini e calzettoni di colore nero o bianco (era questo l’accostamento cromatico maggiormente in voga tra i club italiani agli albori della disciplina), e che rimase tale anche dopo la fusione con la Libertas nel 1905 e la conseguente nascita dell’Associazione Calcio Perugia.